C’è odore di muffa

Si rantola nel futuro: nelle scomposizioni di modernità l’inadeguatezza dell’agire. Dove sono gli odori della natura che saziavano le narici? Le letture di Cuore sepolte d’indifferenza. Tutto procede nelle latrine secondo le manie di facebook – acerbe ipocrisie. Shakespeare, Baudelaire, Rimbaud, Leopardi foste per non essere creduti né amati né letti.
C’è odore di muffa nei saluti, negli applausi, nei libri dei poeti imbecilli, e nessuna porta sul mondo è aperta per una visione di luna magra e seria. Le dolcezze degli idioti inebriano i sensi. Dov’è il pudore della domenica di festa oppresso dai sogni di ballo e di coca? Nessun romanzo rimediato può più soddisfare la libidine. Il borgo è rumoroso, esplode di vignette, affogano gatti nelle fogne, si sbriciolano gli argini di vergogna minima. Taluni recitano lamenti plastici con gli occhi rivolti all’estrazione del lotto, altri pensano di ascoltare la musichetta delle slot machine, una donna – invece – tradisce per noia disseminando di misticità le guance degli epilettici del sesso.
Funamboliche fughe di viaggi con di carta di credito. La vigilia del gran giorno non è nel calendario? Comunioni senza preti. Qualcuno beve all’ombra di un angolo di strada, quasi ai margini di un romanzo di appendice che sparpaglia le parole per un inatteso disordine creativo.
 
Verrà il tempo del ricordo, non asservito all’ozio, da non scordare, che provvederà a dare rintocchi di vita e a mandare la voce in giro?

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