L’assenzio

Non solo una volta

ma in ogni silenzio,

imploro un sospiro

e respiro l’assenzio,

di quelle giornate

a marcire in prigione:

i dolci sussuri

non eran parole,

eran solo preghiere

gettate nel vento,

che lieve riporta

in ogni momento,

tra le strade e la gente

quandunque io taccia

ritorna silente

della tua pelle

l’odore profuso,

di quelle giornate

a marcire confuso;

delle gote celate

dai tuoi capelli

ritorna il profumo

in ogni silenzio

e imploro un sospiro

ma respiro l’assenzio.

 

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