Non si chieda

Subito.

Disperai avendone perso uno

di trovarne in molti ad attendermi.

Disperai (in questo tempo già lontano)

di conoscere ancora quelle vette

all’umanità remote e inaccessibili, mi sembra,

che erano il vigore e la fatica

e la quiete di ogni giorno.

 

Non si chieda troppo alle mie parole,

non si chieda di dire.

 

Arido, più che un deserto

m’aggiro dimentico della fonte

ma non della mia sete.

E quand’anche nella memoria rivedo

tanto di quell’infinito sbattersi d’onde

m’è indifferente.

 

Indifferente è ogni luogo

contro cui inciampo:

il mare, la costa, le chiese,

le strade di campagna,

le linee del tram,

la luce dei lampioni, a sera;

muta è ogni cosa

in cui cerco, ché io mi trascino

e sfoglio i margini ai sassi

che nessuna parola sanno,

e soprattutto nemico è il tempo.

 

Questo tempo che già da sempre, raccolto qui,

mi si tiene alle spalle.

E come un cieco cerco innanzi

ciò che ho perduto di dentro.

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