PSYCO – ALFRED HITCHCOCK (1960)

Marion Crane, impiegata in un’agenzia immobiliare, conduce una vita anonima e ordinaria, ravvivata solo da saltuari incontri d’amore con un industriale, Sam Loomis. Proprio per cercare di mettere fine alla monotonia della propria vita, Marion decide di rubare 400.000 dollari che avrebbe dovuto portare in banca per conto del suo capo, e fugge via, in cerca di un futuro più roseo e movimentato. Fa un lungo viaggio, in cui peraltro viene pedinata da un poliziotto sospettoso, e a causa di un temporale è costretta a fermarsi anzitempo in un motel: il Bates Motel, gestito da un solitario uomo di Norman, che vive da solo con sua madre…

“Psyco” è uno dei film più famosi della storia del Cinema, uno di quelli entrati maggiormente nell’immaginario collettivo, al pari di “Shining”, “Il Padrino”, o “La dolce vita”. Non è semplice parlarne oggi, e anzi è estremamente complicato spiegare i motivi della sua grandezza senza raccontare i risvolti della trama, che però dovrebbe essere nota un po’ a tutti. Quello che posso – e voglio – dire è solo che è un film pieno di trovate geniali. Un film cattivo, di continui colpi di scena. Colpi di scena però non tesi semplicemente a far sobbalzare lo spettatore dalla sedia, ma perfettamente calati in una poetica, quella hitchcockiana: un credo cinematografico che ha sempre avuto come suoi obiettivi ingannare lo spettatore, tenerlo sulle spine, fargli credere di aver capito tutto quando invece non ha capito nulla, sconvolgerlo, impressionarlo, fargli riflettere sulla malvagità, o per meglio dire nel caso di “Psyco”, sulla perversione che è insita anche nella gente comune. Questo film, come tanti altri di Hitchcock, tra gli innumerevoli meriti ha anche (o soprattutto?) quello di narrare una storia gialla che potrebbe succedere a chiunque, in ogni momento. Un film in partenza canonico e prevedibile dunque, ma che grazie al superbo uso della macchina da presa (la scena della doccia è forse – per come è stata montata, ma prima ancora pensata – una delle dieci più famose e innovative sequenze cinematografiche di tutti i tempi) e a delle scelte rivoluzionarie relative alla trama diventa cinema puro, e quindi finzione sino all’ennesima potenza, sberleffo nei confronti dello spettatore. “Psyco” è voyeurismo, sarcasmo, sadismo. È una della massime opere d’arte del Novecento, va oltre il fatto di essere un semplice film. E come tutte le opere d’Arte che si rispettino, per essere compresa e apprezzata, va vista. Fatelo, se ancora non avete avuto questa fortuna.

 

Altri film importanti di Alfred Hitchcock: “Notorious”, “Nodo alla gola”, “La finestra sul cortile”, “La donna che visse due volte”, “Intrigo internazionale”, “Gli uccelli”

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