Sera: la nebbia della vita

Siamo avvolti in un tempo senza speranza:

una insaziabile sensazione di vuoto

respiro e il corpo perde vigore.

Caddi, qui o nel sogno.

 

La nebbia della vita, il mio essere sulle cose.

 

Silenzio.

 

Poco adatti alle tenebre, disse.

Nella memoria sfumano vecchie atmosfere:

dialogo coi morti

recupero immagini, le risento sul corpo,

l’invadenza del vento

il sudore sulla pelle,

la tenerezza del dio veniente.

 

La nebbia della vita e il mio essere sulle cose.

 

Siamo quelle notti cariche di certezza e di sacro terrore,

siamo lo stringere a caso di un bambino

nel buio.

 

Ciarpami fusi insieme:

case, l’asfalto freddo e sporco

l’umido delle case di provincia

l’inverno dentro di me.

 

La nebbia della vita è il mio essere sulle cose,

fra le cose del mondo.

È il non appartenervi comunque.

Precedente La vergine di Amherst Successivo L'elogio dell'ombra