Ulisse

Nella mia giovinezza, navigante

mancato, sulle coste che lo Jonio

corrode ed asseta, annullato

lo spirito dall’odore del porto,

languido e spesso alla quiete

del vento fra l’onde.

Lì solitudine accoglieva i miei passi

uno specchio bello per la mente

ed il cuore, dove il dolore,

scivoloso e tremante, insidiava.

 

E tu hai mai visto sostare

un gabbiano intento a prede?

Tu sei il padrone o lo sguardo

della nera cornice?

 

Infilare nere bracciate

col coraggio di chi tace una vita.

Lì ora è calma e meraviglia

e silenzio che dona allo sguardo

una vista. La mia, la tua:

la grazia del riverbero basso

del sole che monta i solai.

 

Incanto è il colore della vita con te.

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